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Alimentazione e sicurezza alimentare oggi

 

(Comunicato stampa)

Monaco, 13 marzo 2015.

 

Sembrava essere solo una moda passeggera quella dell’alimentazione biologica, ma a oggi il mercato del cibo biologico è in continua crescita (solo +5.8% nell’ultimo triennio).

Da un’analisi effettuata da Nomisma nel 2014 la maggior parte (70%) di chi confermava di preferire alimenti biologici si diceva orientato verso tale scelta poiché dettata dalla ricerca di cibi più sicuri per la salute.

Il sapere comune considera, infatti, l’alimento biologico più sano rispetto a quello convenzionale, questo probabilmente perché la coltura biologica, grazie alle sue tecniche produttive che collocano al primo posto l’attenzione e il rispetto per l’ambiente insieme ai tempi e i cicli dell’ecosistema.

Molto si avvicina al bagaglio di consapevolezza e conoscenza delle più antiche tradizioni: tendiamo a considerare più sicuro il noto e diffidare dell’ignoto. Alcuni tra i consumatori biologici credono inoltre che gli alimenti provenienti da queste colture abbiano una qualità nutrizionale superiore rispetto all’alimento convenzionale, ciò però non è scientificamente provato: da studi sistematici effettuati sui risultati delle ricerche scientifiche volte a dimostrare le disuguaglianze in termini nutrizionali tra le due tipologie di alimento non sono emerse differenze significative.

Certamente il divieto dell’uso di organismi geneticamente modificati, radiazioni ionizzanti, la rigorosa limitazione dell’uso di fattori di produzione ottenuti per sintesi chimica, il rispetto dei cicli di vita e della fertilità naturale trasmettono al consumatore una percezione di aumentata qualità e intrinseca sicurezza del prodotto biologico.

Tutto questo è in linea con l’esigenza di preservare l’ambiente e dunque con i presupposti da cui l’agricoltura biologica ha preso forma anche in seguito alla pubblicazione di “Silent Spring”, libro manifesto del movimento ambientalista.

Gli alimenti biologici diventano quindi bandiera del mangiar sano, simbolo di una società o parte di essa, che sceglie una dieta “lenta”, che più si armonizza con i tempi dell’ambiente, garantendone così la custodia. L’alimento biologico è frutto di ben definite norme produttive che si fondono a ritmi e metodi di coltura naturale, basti pensare che il regolamento europeo, che armonizza le tipologie di produzioni biologiche, vincola il produttore biologico al rispetto, il mantenimento e il potenziamento della biodiversità, uno dei nostri più grandi patrimoni.

La qualità dell’alimento biologico, raggiunta grazie alle distinte tecniche di produzione, ha dunque un duplice senso, la sicurezza intrinseca all’alimento che vanta la mancanza (o quasi) di additivi, pesticidi o altri inquinanti e una qualità estrinseca: il rispetto dell’ambiente,specchio di una produzione attenta. Dunque chi sceglie “bio” protegge la sua salute, ma soprattutto l’ambiente.

Approfondiremo oggi l’argomento durante il dialogo Caffexpò con il prof. Marco Trevisan, direttore dell’Istituto di Chimica Agraria e Ambientale dell’Università Cattolica, nella splendida cornice della città di Monaco. Il Caffexpò è un evento di comunicazione innovativo curato scientificamente da “Opera”, Centro di Ricerca per lo sviluppo sostenibile in agricoltura, diretto dal prof.Ettore Capri, ideatore del formatCaffexpò, realizzato in collaborazione con l’Associazione “Piacecibosano” rete partecipata di filiera alimentare sostenibile nel territorio, rappresentata da Miriam Bisagni. A Monaco di Baviera (Germania) il caffexpò di oggi 13 marzo, si svolgerà presso l’Aula Magna SDI München alle ore 17, in collaborazione con Amsit Associazione medico-scientifica italo tedesca Scuola Italo tedesca, Leonardo da Vinci Istituto Superiore per Interpreti e Traduttori - SDI München BiDiBi e l’Associazione Educativa Bilingue italo-tedesca.

Gloria Luzzani

 

   
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